L'altro Paolo VI

Marco Invernizzi 

Care amiche, cari amici,

Oggi domenica 19 ottobre papa Paolo VI viene beatificato in piazza san Pietro da papa Francesco, al termine del Sinodo straordinario sulla famiglia.

In questi giorni, ma possiamo estendere la cosa ai decenni successivi alla sua morte, i quindici anni del pontificato (1963-1978) sono stati celebrati quasi esclusivamente da coloro che lo hanno biasimato accusandolo, più o meno esplicitamente, di essere stato l'affossatore del Concilio dopo la sua elezione e negli anni successivi alla chiusura dei lavori conciliari.

Questi intellettuali, sostanzialmente riconducibili alla "Scuola di Bologna" fondata da don Giuseppe Dossetti (1913-1996), hanno egemonizzato per mezzo secolo l'interpretazione del Vaticano II leggendolo come un evento di rottura con la storia precedente della Chiesa. In questa lettura non c'era posto per Paolo VI, se non come il Papa che ha spento lo "spirito del Concilio" limitandosi ad applicarne la "lettera". Ma la cosa inquietante è che questi stessi uomini sono stati principalmente i gestori della presentazione di Paolo VI emersa sulla stampa e sulle radio e televisioni in questi giorni. È stato così perlomeno sorprendente ascoltare Alberto Melloni "spiegarci" e "raccontarci" Paolo VI alla Rai, proprio lui che è il discepolo di Giuseppe Alberigo (1926-2007) che a sua vota è il discepolo di don Dossetti, che proprio Paolo VI fece allontanare dai lavori conciliari.

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Il sorriso del card. O’Malley

Michele Brambilla

E’ possibile invertire la parabola discendente in un contesto di secolarizzazione radicale, aggravato da uno scandalo penosissimo in seno al clero diocesano? La testimonianza in Duomo dell’arcivescovo di Boston.

Riprende il ciclo di incontri con esempi eccellenti di episcopato nelle metropoli moderne, progettato dal piano pastorale 2013 Il campo è il mondo per creare un confronto con altre comunità cattoliche del rilievo di Milano.

La sera della festa della Madonna del S. Rosario (7 ottobre) interviene nella cattedrale milanese l’arcivescovo di Boston, card. Sean Patrick O’Malley. Sean è il nome in religione di questo cappuccino statunitense (di famiglia irlandese), nato nel 1944, che, entrato in seminario da bambino, ha sempre sognato la missione ed ha vissuto a lungo a contatto con gli immigrati ispanici provenienti dall’America Latina.

L’impegno missionario l’ha però messo a capo di diocesi dai trascorsi estremamente burrascosi. A Palm Beach (Florida) subentrò ad un vescovo indagato per abusi sessuali, succeduto a sua volta ad un altro prelato pedofilo. Nel 2003 ereditò la prestigiosa arcidiocesi di Boston dalle mani insicure del card. Bernard Law, che aveva tentato di insabbiare i casi di pedofilia nel clero diocesano. “Sapevo che il mio primo compito era quello di condurre la ricostruzione della Chiesa locale”, devastata dal dolore e dall’indignazione.

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Sine glossa

Pubblichiamo un breve articolo tratto dal Corriere della Sera di sabato 11 ottobre 2014

Dopo la trascrizione del sindaco Pisapia
Nozze gay, a Milano interviene il Prefetto

Il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha chiesto al Comune del capoluogo lombardo di vedere tutti gli atti che riguardano la trascrizione  (che ha solo valore certificativo) dei sette matrimoni gay celebrati all'estero, fatta giovedì dal sindaco Giuliano Pisapia.

I prefetti italiani erano stati allertati nei giorni scorsi da una circolare del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che invitava i rappresentanti territoriali del governo ad annullare le registrazioni.

Alfano, dopo le polemiche di alcuni primi cittadini, ribadisce la sua linea: «La legge italiana non consente unioni tra persone dello stesso sesso. i sindaci agiscono come ufficiali del governo, se fanno cose contro la legge, ho chiesto ai prefetti di annullare questi atti».

 

 

LA TASI COSTA PIU' DELL'IMU. ED A PAGARE SONO ANCORA LE FAMIGLIE CON FIGLI

Pubblichiamo un comunicato del Forum delle associazioni familiari a proposito dell’acconto della Tasi che quindici milioni di famiglie pagheranno il 16 ottobre. L’imposizione fiscale continua ad aumentare in una situazione in cui il cittadino italiano si trova di fronte a un “fisco predatorio”, come ha detto recentemente il card. Angelo Bagnasco. Speriamo che i Pastori ne tengano conto.

Siamo a quattro giorni dal 16 ottobre, data fatidica per il pagamento dell’acconto della Tasi nei 5.279 Comuni che hanno rese note entro il 18 settembre le aliquote.
«Saranno 15 milioni le famiglie chiamate a pagare in media 191 euro ma con punte che raggiungono anche i 492. È dunque l’ennesima spremitura dei contribuenti» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum.
«Il governo si era impegnato a mantenere l’incidenza della Tasi sotto quella dell'Imu. La sensazione che non sarebbe andata così l’abbiamo avuta in tanti fin dai mesi scorsi, ora uno studio del Servizio politiche territoriali della Uil ha confermato quella sensazione: per una famiglia su 2 (per la precisione per il 54%) il conto è più salato dell’Imu del 2012.
«E non è solo questione di aliquote (quella media applicata nei Comuni capoluogo è del 2,63 per mille ma un terzo dei capoluoghi ha puntato direttamente sul massimo consentito, il 3,3 per mille) ma anche di come quelle aliquote vengono applicate. L’Imu, con tutti i suoi difetti, prevedeva detrazioni parametrate alla famiglia (200 euro forfettari, più 50 di detrazione per membro). Una logica virtuosa che si sono affrettati a cancellare.
 
«È questa la fine che fanno le reiterate promesse di alleggerimento dei carichi fiscali per le famiglie? E i sindaci, sempre pronti a ribellarsi alla legge nazionale per concedere ideologici riconoscimenti virtuali di famiglia, perché non garantiscono i reali e finora ignorati diritti delle famiglie, e in particolare di quelle costituite sulla base dell’art. 29 della Costituzione?
«In teoria i Comuni avrebbero potuto innalzare l’aliquota della Tasi solo a patto di utilizzare le maggiori entrate per riconoscere detrazioni alle famiglie. Nel caos federalista di questa legge» conclude Belletti «non solo si è perso quel poco che era stato riconosciuto dall’Imu ma si è anche dimenticato quanto previsto dalla nuova tassa.
 
Forum delle Associazioni Famigliari

 

Tuesday the 21st. - Comunità ambrosiana - Alleanza Cattolica - Milano
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